80 anni di Autonomia, 80 anni di stabilità. Anche per il mercato immobiliare.
Con la Giornata dell’Autonomia, il Trentino celebra l’ottantesimo anniversario della firma dell’Accordo De Gasperi-Gruber (siglato a Parigi il 5 settembre 1946), atto fondativo dell’Autonomia Speciale.
Tra i diversi settori influenzati dallo statuto speciale, c’è senza dubbio quello immobiliare, che ne gode di riflesso poiché rappresenta uno degli indicatori più chiari della stabilità di un territorio.
Da 80 anni, i dati confermano che il comparto residenziale a Trento e nelle principali località turistiche della provincia continua a mostrare quotazioni stabili o in crescita (+4,2% l’aumento medio nel capoluogo dal 2025 al 2026, secondo l’osservatorio di immobiliare.it). Questo, nonostante il contesto economico incerto.
Questo aumento del valore è un trend in continua crescita, perché i dati ci dicono che i prezzi sono aumentati del +18,1% negli ultimi 3 anni, del +29,5% negli ultimi 5 e ben del +43,5% dal 2012 ad oggi.
Ma in che modo le prerogative di un’Autonomia che dura da ottant’anni incidono concretamente sul valore del patrimonio edilizio?
Gestione fiscale e risorse sul territorio
Dal punto di vista fiscale, l’Autonomia prevede che circa nove decimi dei tributi riscossi in Trentino vengano trattenuti sul territorio. La Provincia li gestisce, occupandosi direttamente o indirettamente di alcuni settori che, altrove, sono ad appannaggio dello Stato. Nello specifico, parliamo di:
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Infrastrutture e mobilità: strade e trasporto pubblico
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Welfare e servizi alla persona: sanità locale, scuole e servizi correlati
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Manutenzione del territorio: patrimonio idro geologico e paesaggio urbano e montano.
L’efficienza dei servizi pubblici, in particolare, ha un’importanza rilevante sulla tenuta del valore degli immobili, perché riduce i rischi di svalutazione legati al degrado o alla carenza di collegamenti.
Urbanistica e contenimento del consumo di suolo
Il territorio è un asset fondamentale per un Trentino che vede nella bellezza uno dei principali driver turistici. La competenza esclusiva in materia di urbanistica e tutela del paesaggio ha consentito alla Provincia di Trento di adottare politiche particolarmente rigorose da questo punto di vista. I piani urbanistici provinciali che si sono susseguiti negli anni hanno puntato a contenere progressivamente il consumo di suolo, limitando così la proliferazione incontrollata di seconde case e incentivando il recupero degli immobili più vetusti.
Questo ha fatto sì che l’offerta di nuovi volumi edificabili rimanesse strutturalmente contenuta, anche a fronte di una domanda costante e crescente, e, parallelamente, che le quotazioni al metro quadro rimanessero tendenzialmente su un livello alto.
Politiche abitative e stabilità della domanda
L’autonomia consente inoltre all’amministrazione provinciale di attuare interventi mirati sul fronte delle politiche della casa, con misure a sostegno della prima casa, incentivi alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e strumenti di supporto alle locazioni, sostenendo la domanda anche in momenti di crisi.
Autonomia come garanzia per chi investe
L’architettura istituzionale definita ottant’anni fa con il patto di Parigi, dunque,non rappresenta solo un modello amministrativo, ma costituisce un pilastro per la solidità dell’economia trentina. La combinazione tra elevata qualità dei servizi, pianificazione territoriale rigorosa e stabilità sociale garantisce che l’investimento nel settore immobiliare trentino mantenga il suo valore nel tempo, senza che si eroda il capitale.

